Qui stralci di giornali, Commenti da parte
di alcune guide del settore....

Così dicono del Ristorante:
... La Sardegna sta alla ristorazione milanese di questi anni, come ci stava la Toscana di qualche lustro fa: come il prezzemolo, insomma, tanto per restare a una metafora gastronomica. Così, non stupisce se Saverio afferma con un certo orgoglio che "noi siamo sardi". Solo per dovere di cronaca informativa che Saverio - sorriso aperto, pettinatura alla Bisio - è originario della Calabria.
Non crediate però che abbia mentito. Con quel "noi" egli abbraccia idealmente il suo locale e il suo socio, Franco, che su l'isola ci è nato
davvero e che ai fornelli calibra una Sardegna da esportazione con tanto pesce e qualche voce tradizionale. Alla prima categoria appartengono, per esempio, l'antipasto di crudi, i tagliolini neri con totanetti gamberetti e bottarga, le linguine all'astice, l'orata alla vernaccia, il rombo steccato, il delicato fritto di mare.
Alla linea tradizionale sarda, sono da ascrivere invece il tagliere di salumi, i culurgioni (ravioli ripieni di patate e formaggio) al pomodoro, i mallureddus con ragù di salsiccia, la tagliata e le costolette d'agnello.
L'arredo? Una coppia di graziose salette, tranquille, pulite senza fronzoli. Si mangia con soddisfazione, si beve bene, si spende una cifra umana e, quando ci si rituffa nel grigiore milanese, si corre il rischio di pensare distrattamente "anche io voglio essere sardo come Saverio".

V. M. Visintin
Giornalista Corriere della Sera di Vivi Milano


Chiusura:
Sabato mattina e il Lunedì

Prezzi:
primi 7/10 euro, secondi 12/15 euro, 2 euro coperto
Coperti:
55 circa
Parcheggio:
garage gratis su prenotazione
Solo "LE PRIME 2 ORE"
Carte di Credito:
Visa e bancomat
Prenotazione:
consigliata nel fine settimana